(foto da "Pasticceria Raffaele" Brolo - Me)
Tempo di Preparazione: 60'
INGREDIENTI:
(per circa 20 torroncini: 10 neri + 10 bianchi)
(per circa 20 torroncini: 10 neri + 10 bianchi)
Cioccolato fondente 1 tavoletta media
Cioccolato bianco 1 tavoletta media
100 gr mandorle sgusciate
100 gr nocciole sgusciate
150 gr zucchero semolato
Aroma all'arancia 5 gocce
Olio Evo (qb per ungere la carta forno)
Cioccolato bianco 1 tavoletta media
100 gr mandorle sgusciate
100 gr nocciole sgusciate
150 gr zucchero semolato
Aroma all'arancia 5 gocce
Olio Evo (qb per ungere la carta forno)
PROCEDIMENTO:
Preriscalda il forno a 150°
Su carta da forno metti a tostare le mandorle e le nocciole tenendole separate, (mandorle da un lato e nocciole dall'altro) per 15' circa.
Appena pronte mettile in due piatti.
Nel frattempo metti a sciogliere a bagnomaria, in due ciotole separate, il cioccolato fondente ed il cioccolato bianco.
Preriscalda il forno a 150°
Su carta da forno metti a tostare le mandorle e le nocciole tenendole separate, (mandorle da un lato e nocciole dall'altro) per 15' circa.
Appena pronte mettile in due piatti.
Nel frattempo metti a sciogliere a bagnomaria, in due ciotole separate, il cioccolato fondente ed il cioccolato bianco.
In un pentolino metti a caramellare lo zucchero con le gocce di aroma all'arancia.
Sulla teglia coperta da carta forno unta con olio EVO, crea dei mucchietti grandi come cioccolatini di mandorle, e separatamente forma altri mucchietti di nocciole.
Cerca di essere veloce altrimenti lo zucchero caramellato si solidifica, colalo in piccole quantità sui mucchietti, per fissare la frutta secca.
Appena asciutti e compatti, cola sui mucchietti di mandorle il cioccolato bianco e sui mucchietti di nocciole il cioccolato fondente.
Aspetta che si asciughino e staccali dalla carta forno.
Mettili nei pirottini e servili.
In luogo fresco e asciutto hanno una durata lunga.
Sulla teglia coperta da carta forno unta con olio EVO, crea dei mucchietti grandi come cioccolatini di mandorle, e separatamente forma altri mucchietti di nocciole.
Cerca di essere veloce altrimenti lo zucchero caramellato si solidifica, colalo in piccole quantità sui mucchietti, per fissare la frutta secca.
Appena asciutti e compatti, cola sui mucchietti di mandorle il cioccolato bianco e sui mucchietti di nocciole il cioccolato fondente.
Aspetta che si asciughino e staccali dalla carta forno.
Mettili nei pirottini e servili.
In luogo fresco e asciutto hanno una durata lunga.
ATTREZZI:
1 teglia grande o leccarda, carta da forno, 3 cucchiai, 1 pentolino, 2 ciotole di acciaio e 2 piatti.
IMPIATTAMENTO:
Su un vassoio in pirottini monouso.
IMPIATTAMENTO:
Su un vassoio in pirottini monouso.






rbusto perenne di probabile origine tropicale, il cappero è diffuso nell'area mediterranea da tempo immemorabile: riferimenti al suo uso, sia alimentare sia medicinale, si trovano nella Bibbia, negli scritti di Ippocrate, Aristotele e Plinio il Vecchio. In Italia, la superficie coltivata a cappero si aggira intorno ai 1000 ettari, distribuiti tra Liguria, Puglia, Campania e Italia insulare. In particolare, l' isola di Salina , a nord delle coste siciliane, si è affermata come centro della produzione italiana di qualità; il cappero è parte integrante del paesaggio e, fino all'avvento del turismo, ha costituito il motore trainante dell'economia isolana.
a cultivara più diffusa è la Tondina (o Nocellara), preferita alla Spinosa perché produce capperi più sodi e pesanti. La raccolta si effettua da fine maggio a tutto agosto, ogni 8, 10 giorni. I raccoglitori iniziano prestissimo, verso le 5 del mattino, per evitare il solleone. I capperi sono stesi ad asciugare su teli di juta, al fresco, per impedire loro di sbocciare. Dopo qualche ora si separano i capperi dai capperoni, i bottoni più grandi sul punto di sbocciare. Quindi si procede alla salatura (alternando uno strato di capperi a uno strato di sale marino grosso) che avviene, solitamente, in fusti (cugniettu), utilizzati anche per le acciughe, o in tinedde, ricavate da botti vecchie tagliate a metà. Nei quattro, cinque giorni seguenti i capperi devono essere “curati”, cioè travasati da una tinedda all'altra, per evitare che l'azione combinata di sale e calore, dovuto alle fermentazioni, li rovini. Dopo circa un mese sono pronti per il consumo. Fino all'inizio degli anni Ottanta la produzione totale dell'isola di Pantelleria si aggirava intorno ai 12 mila quintali, attualmente si stenta a raggiungere i 3000, sommando la produzione di Salina e Pantelleria. Le ragioni di questo crollo sono molteplici: il prepotente ingresso sul mercato dei prodotti nordafricani, l'impossibilità di meccanizzare le operazioni colturali, l'alto costo della manodopera e il comparire di nuovi parassiti, prima sconosciuti.