la cena di Babette

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Chef a Domicilio

sabato 13 settembre 2014

I tagli della carne bovina

Ti sarà utile conoscere i tagli della carne bovina per utilizzarli nel migliore dei modi e trasformarli in squisiti manicaretti.

1 - Reale - Parte superiore del collo

La sua carne è gustosissima. E' formato da una grossa massa muscolare divisa in due parti: quella superiore più magra e quella inferiore più venata di grasso. Non è adatto per fare bistecche o costate, ma va bene per bolliti o stracotti, e per preparare polpette e buoni ragù.

2 - Collo

La sua carne è gustosissima. E' formato da una grossa massa muscolare divisa in due parti: quella superiore più magra e quella inferiore più venata di grasso. Non è adatto per fare bistecche o costate, ma va bene per bolliti o stracotti, e per preparare polpette e buoni ragù.

3 - Petto - Punta di petto

Il taglio migliore per preparare il bollito. Può essere usata anche per arrosti e se ne può ottenere un buon brodo.

4 - Spalla - Matamà

Molto adatto per bolliti.

5 - Muscolo anteriore - Muscolo diritto

Costituito da un fascio di tredici gruppi di fibre muscolari, chiamato volgarmente osso buco.

6 - Rotondino di spalla

La carne di rotondino di spalla si può confondere con le parti dei girello di coscia, tant'è simile come qualità. Con questo taglio si possono fare bistecche, arrosti nonché bolliti o stracotti.

7 - Copertina - Paletta

Questo taglio anteriore si presta a meraviglia per preparare il bollito e vengono bene anche il gulasch o lo spezzatino.

8 - Fesone di spalla - Punta di spalla

Una volta ripulito e tagliato nel senso della larghezza, si presta ottimamente per fare bistecche, scaloppe, scaloppine, pizzaiole e, se ben battuto, anche cotolette. Le parti di ritaglio si possono macinare per preparare polpette, farciture, hamburger, ragù.

9 - Carrè con osso - Lombata

Uno dei tagli più classici, gustosi e pregiati. Quando la lombata è intera sull'osso a T rovesciato e fin dove si incontra il filetto contrapposto, si ha la classica bistecca fiorentina. Se la lombata è disossata, si può cuocere in tutte le salse (vino, funghi, cipolle, erbe aromatiche). E' il classico roast beef, che gli Inglesi preferiscono cotto e gli Italiani, invece, al sangue. La sezione posteriore ha come base anatomica ossea le sei vertebre lombari e viene chiamata Lombata. La sezione anteriore corrisponde all'articolazione delle ultime otto o cinque costole con le relative vertebre dorsali e viene chiamata Costata.


10 - Carrè senz'osso - Lombata

Uno dei tagli più classici, gustosi e pregiati. Quando la lombata è intera sull'osso a T rovesciato e fin dove si incontra il filetto contrapposto, si ha la classica bistecca fiorentina. Se la lombata è disossata, si può cuocere in tutte le salse (vino, funghi, cipolle, erbe aromatiche). E' il classico roast beef, che gli Inglesi preferiscono cotto e gli Italiani, invece, al sangue. La sezione posteriore ha come base anatomica ossea le sei vertebre lombari e viene chiamata Lombata. La sezione anteriore corrisponde all'articolazione delle ultime otto o cinque costole con le relative vertebre dorsali e viene chiamata Costata.

11 - Filetto

E' la parte più pregiata dell'animale, che sta sotto la lombata. Consistendo in muscoli che, per la loro posizione, lavorano molto poco, la carne di questo taglio è particolarmente tenera e succosa. La parte anteriore dei filetto è adatta soprattutto per bistecche, quella centrale per medaglioni, e quella finale per filetti mignon e bocconcini. Dal bovino si possono ottenere due filetti dai quali si ricavano al massimo 5-6 kg di carne. Non sembra quindi giustificabile la grande richiesta di questo tipo “lussuoso” di carne.

12 - Scaramella - Ossette

Costituito dai muscoli intercostali e dal gran dorsale. Più precisamente, è ricavato dai muscoli che coprono le prime cinque vertebre dorsali anteriori.

13 - Pancia - Panzetta

Molto grasso e solcato da cartilagini. Richiede una certa cura nella preparazione culinaria, si può fare carne macinata per preparare polpette, hamburger, ragù e polpettoni

14 - Scamone

Formato da grandi masse muscolari situate vicino all'anca. E' molto pregiato e adatto alla preparazione di stracotti, stufati e roast beef. Le parti migliori sono adatte anche per farne arrosti e bistecche.

15 - Fiocco

Caratteristico per la configurazione geometrica triangolare. Ha rapporti con la noce e lo scamone. Si presta a fare ottime fettine e bistecche.

16 - Noce - Pescetto

Di forma ovoidale, situato all'inizio dell'anca. Si presta a essere utilizzato per varie cotture in casseruola (brasato, stracotto, alla cacciatora), e pure per fare ottime bistecche e fettine.

17 - Sottofesa - Lacerto

Adatto particolarmente per arrosti, roast beef, stracotti, fettine e bistecche.

18 - Girello - Rotondino

Di forma tronco-conica, fa parte dei muscolo semitendinoso della coscia. E' generalmente magro e particolarmente adatto alla preparazione di arrosti. Potrebbe essere confuso con il filetto, se ben frollato e tagliato, ma se ne distingue per la minore tenerezza e succulenza.

19 - Pesce - Muscolo posteriore

Costituito dall'insieme dei muscoli vicino alla gamba. Se ne possono fare bistecche con le parti esterne, da cuocere sulla brace, e si presta moltissimo a preparazioni tipo spezzatini, stracotti e stufati, e a tutte le cotture in casseruola, con aggiunta di vino, pomodoro, verdure. Inoltre è un buon pezzo da consumare bollito.

20 - Ossobuco

La parte superiore della gamba. Anatomicamente è l'organo di trasmissione dell'animale, costituito da quel gruppo di muscoli che, una volta ricevuto l'impulso, lo fanno muovere. E' particolarmente adatto per la preparazione di ossi buchi in umido e stufati, stracotti e bolliti per brodi, perché fra un muscolo e l'altro c'è un leggero strato di connettivo che rende appetibile e gustosa questa parte.

21 - Fesa

Formato dai grandi muscoli della parte superiore della coscia. Abbastanza magra e di forma leggermente appiattita, la fesa interna si presta a varie utilizzazioni, dalle classiche bistecche e fettine alle cotolette. Se viene acquistata intera, con la parte esterna si prepara lo spezzatino e con la parte centrale si fanno bistecche al sangue.

venerdì 6 giugno 2014

Provola dei Nebrodi o di Floresta


Ottimo da solo, eccellente come ingrediente per altre specialitàLa Provola dei Nebrodi deve il suo nome ai monti sui quali viene prodotta, secondo un antico procedimento tramandato di padre in figlio. La provola ha una crosta liscia e lucida, di colore giallo paglierino e il peso di ogni forma è di 1,2-1,4 chilogrammi. La Provola dei Nebrodi è un formaggio da tavola molto apprezzato, ma è utilizzato anche come ingrediente per piatti tipici della gastronomia siciliana.
Dolce se giovane, piccante se stagionatoLa Provola di Nebrodi ha un gusto dolce e leggermente acido quando è fresco, mentre man mano che aumenta il periodo di stagionatura diventa sapido e leggermente più piccante. Grazie alla particolare tecnica utilizzata per la produzione di questo formaggio, la Provola di Nebrodi tende a sfogliarsi in bocca.
La produzione: un procedimento antichissimo e faticoso
La Provola dei Nebrodi si produce una volta al giorno seguendo un procedimento molto elaborato, che permette a questo tipico prodotto siciliano di ottenere la sua forma caratteristica, oltre all'inimitabile gusto.

La Provola dei Nebrodi è prodotta con latte ottenuto dalla mungitura serale della vacca che viene filtrato e conservato in uno speciale serbatoio alla temperatura di quattro gradi. Il giorno successivo il latte viene riscaldato fino ai 37° e aggiunto alla mungitura della mattina insieme al caglio di capretto o di agnello. Il procedimento di rassodamento ha una durata compresa 45 e i 60 minuti.
Successivamente, la cagliata viene rotta con la “ruotola”, una rotella in legno che consente di ridurre il coagulo in pezzi della grandezza di chicchi di riso, aggiungendo acqua calda. Per 5-10 minuti si lascia risposare il tutto, in modo che la cagliata si adagi sul fondo della tina, e si possa procede a versare il siero di latte nella caldaia per fare la ricotta.

La cagliata viene lasciata nella tina e cotta con la scotta a 78°; nei mesi estivi, invece, viene rimossa e adagiata su una superficie piana. Quando la temperatura della scotta raggiunge i 37° la cagliata viene estratta manualmente, sistemata su un “tavuliere” e ricoperta con un panno di lino o di cotone. Questo procedimento è necessario per far asciugare la massa dal siero, e lasciare che inizi il processo di acidificazione naturale che dura dalle 16 alle 24 ore.

Dopo questa fase, la cagliata viene fatta a fette e lavorata con la scotta nel “piddiaturi”, un contenitore a forma tronco-conica mediante una “manuedda” (spatola di legno). La pasta viene lavorata da due persone per rimuovere ulteriormente il siero, e poi compattata a forma di gomitolo. Successivamente la sfera viene divisa in fette che si rimettono a bagno nel “piddiaturi”. Per dare alla Provola dei Nebrodi la sua caratteristica forma, è necessario sottoporre la pasta alla “ncuppatina”, un procedimento manuale che dà al prodotto la tipica forma a pera.

Dopo la formatura la Provola dei Nebrodi viene posta prima in acqua e poi in salamoia satura per un'intera giornata. Le provole salate vengono legate in coppia e poste a cavallo di una pertica, dove restano per un periodo non inferiore ai sei mesi.
Provola dei Nebrodi con limone
Esiste una versione molto particolare della Provola dei Nebrodi, quella con il limone, che si differenzia dalla tradizionale per una variazione nella trafila di produzione. Per ottenere questo prodotto, durante la stagionatura, la Provola dei Nebrodi viene riempita con un limone intero, in modo da insaporire il formaggio con la fragranza dell'agrume.
Un pezzo di Sicilia in bocca
La Provola dei Nebrodi deve il suo nome all'ampia zona in cui viene prodotta, che va dalla provincia di Catania a quella di Messina, passando per Enna. La Provola dei Nebrodi ha una caratteristica molto particolare: è l'unica provola siciliana sottoposta a stagionatura.
Bianchi, rossi e passiti: dipende dalla stagionatura
La Provola dei Nebrodi, quando non è molto stagionata, si sposa perfettamente con i bianchi dell'Etna. Se è leggermente stagionata, la provola si accompagna bene anche a rossi mediamente corposi come il Nerello Macalese e il Nero D'Avola. Nel caso di una Provola dei Nebrodi molto stagionata, la scelta migliore è un vino passito o dolce, come un Marsala.
SHEDA DEL PRODOTTO
Materia prima: latte intero. Eccelle quello ottenuto da bestiame con alimentazione al pascolo.

Tecnologia di lavorazione: al latte appena munto (a 36 gradi circa) si aggiunge il caglio di capretto o agnello. Coagula in circa un'ora. Dopo la rottura della cagliata si mette in un canestro di giunco per circa un'ora. Si cuoce poi con siero caldo e si lascia quindi raffreddare. Dopo queste operazioni, la massa viene pressata su un piano di legno, coperta da un panno, per 3-4 ore. Quindi si taglia a strisce e si fa asciugare per circa 2 ore. Poi si affetta ancora e si ributta il tutto nel siero caldo (80 gradi) ove la pasta viene filata. La salatura si effettua per bagno in salamoia durante 24-48 ore. Matura in circa 3 giorni, in ambiente fresco e ventilato, dove le forme vengono appese ad asciugare, legate con uno spago. Resa 8-9% (in primavera).

Stagionatura: facoltativa, da 6 mesi fino ad un anno circa.

Caratteristiche del prodotto finito: altezza: cm 25; diametro: cm 20; peso: Kg 1,5; forma: a pera; crosta: liscia e sottile; pasta: a "sfoglia", consistente ma non dura; colore: paglierino.

Area di produzione: Floresta (Me), Montalbano Elicona (Me), Tortorici (Me), Basicò (Me), S. Domenica Vittoria (Me), Castell'Umberto (Me) ed aree limitrofe.

Calendario di produzione: da novembre a luglio.

Note: detta anche pruovola. È d'uso nella zona di Floresta (ma solo per consumo familiare) mettere nell'anima della provola un limone verdello. Conferirà al prodotto stagionato il caratteristico profumo dell'agrume (Pruovula cca lumia). In altri casi, ed anche in altre zone (ragusano), all'interno della forma può trovarsi una noce di burro (Pruovula ccu burru). Inoltre, con lo stesso impasto della provola vengono foggiati cavalli (cavadduzzi), colombe (palummeddi), uccelli o pupazzi da consumarsi freschi per turisti di passaggio.



PREZZO: € 13,50 al kg

venerdì 30 maggio 2014

Pane Carcent


Il Carcent è un caratteristico pane di Livigno, in provincia di Sondrio, con un insolito ripieno di rape bianche. Ha la forma diciambella, con un diametro di circa 22 centimetri, e pesa due o tre etti. E' di colore nocciola, con il gusto delle rape. L'impasto del carcent è composto da farina 00, sale, acqua, lievito naturale, farina maltata e rape. Viene preparato con le rape che sono state raccolte durante l'autunno, le più piccole vengono fatte essiccare, bollite per due ore e poi tritate. Mescolate con l'impasto del pane cuociono con i tempi della panificazione.


SCHEDA PRODOTTO


Territorio: Comune di Livigno
Definizione: Pane tipico di Livigno
Materie Prime: Farina 00, rape bianche cotte e tritate, acqua, sale, 
lievito naturale, farina maltata.
Caratteristiche fisiche:Pane caratteristico ripieno di rape bianche tritate. 
Forma a ciambella di diametro di circa 22 cm. Peso 200-300 g.
Descrizione sensoriale: Gusto amarognolo delle rape, colore nocciola.
Tecnica di produzione: Rape raccolte d'autunno, le più piccole essiccate, 
bollite per 2 ore, tritate; miscelate con impasto del pane; 
cottura con tempi della panificazione.
FONTE: D.g.r. n. 8950 del 30/04/2002 Prima revisione dell'Elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Lombardia approvato con d.g.r. n. 6/49424 del 7 aprile 2000

USO DEL CARCENT E ABBINAMENTI
Il carcent viene utilizzato come sostituivo del pane comune, ottimo accompagnato da salumi, come merenda e insieme al latte. 


PREZZO: € 2,50 circa per conf. 200 gr.

lunedì 19 maggio 2014

La Rapa Rossa


Sono un paio di settimane che sto utilizzando in vari modi la Rapa Rossa, ho fatto una vellutata, nell'insalata e semplicemente al vapore a fettine sottili con sale olio e limone accompagnata con della rughetta.

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELLA RAPA ROSSA


 
Di nomi ne ha tanti: rapa rossa o barbabietola rossa sono i più comuni.
Praticamente in ogni regione c’è una denominazione preferita, una varietà più coltivata, un modo diverso per utilizzarla in cucina, ma nella sua ecletticità è comunque sempre facilmente riconoscibile: è una grande radice tondeggiante, carnosa, con una piccola radichetta finale, il cui tratto caratteristico, che infatti ricorre in quasi ogni definizione, è il colore. A seconda del tipo, può essere un rosso più delicato o più violento, che tende al violaceo o si alterna al bianco, ma è comunque rosso: questa colorazione particolare è dovuta al pigmento naturale chiamato betanina.
Le piante sono erbacee e presentano steli molto alti, all’incirca un metro, ma possono arrivare anche fino a due metri. Si consumano, a seconda della varietà, le foglie oppure le radici, come nel caso delle rape rosse, che sono tuberi. La pianta predilige i climi temperati (è coltivata in tutta l’area mediterranea) e in genere viene raccolta in estate, tra giugno e fine agosto a seconda della varietà; tollera terreni di vario tipo, sopporta male sia il gelo sia la siccità.
La rapa rossa in cucina
La rapa rossa si può mangiare sia cruda sia cotta; in commercio esistono le confezioni sottovuoto di rape rosse semicotte. Se si decide di comprarla fresca, si deve scegliere una radice soda, priva di muffa, non troppo grande. In frigorifero si può conservare per svariati giorni, anche settimane. 
Si può anche congelare, dopo averla fatta bollire per qualche minuto. Per quanto riguarda le rape vendute sottovuoto, è necessario rispettare la data di scadenza. 
Ovviamente la rapa rossa da cruda mantiene più sostanze nutritive, e può essere consumata dopo essere stata affettata o grattuggiata; si ricorda che chi decide di assumerla per la presenza diferro, può accompagnarla con succo di limone, perché ne facilita l’assimilazione.
Sia cruda sia cotta può essere servita in insalata, condita con sale, olio e limone. Se si decide di consumarla cotta, la rapa rossa può essere lessata, saltata in padella o cotta in forno. Oltre ad essere presentata da sola, in insalata o come contorno, può fungere da ingrediente per piatti più complessi, come il risotto. Può essere consumata sia calda sia fredda.
Un altro modo per assumerla è in forma di decotto, che ha proprietà depurative e digestive.
Proprietà salutari
Tutti i tipi di barbabietola hanno proprietà antiossidanti; sembra che la presenza di nitrati nelle barbabietole rosse comporterebbe un effetto ipotensivo. Questi ortaggi hanno anche proprietà disintossicanti, depurative, antisettiche e mineralizzanti: la rapa rossa contiene ferrosodiopotassiocalciomagnesiofosforo. Sono utili sia in caso di problemi di digestione, poiché stimolano la produzione di succhi gastrici e bile, sia in caso di anemie. È necessario ricordare che il ferro vegetale è di più difficile assimilazione di quello animale, ed è utile consumare i vegetali che contengono ferro insieme a succo di limone, che ne facilita l’assimilazione. La presenza di fibre aiuta la funzionalità dell’intestino. Sono presenti vitamine del gruppo B, folati, vitamina C nei tuberi, vitamina A nelle foglie.
Le controindicazioni riguardano chi soffre di gastrite, poiché come detto questo ortaggio stimola la produzione di succhi gastrici; inoltre contiene zuccheri, per cui chi soffre di diabete dovrebbe valutarne l’opportunità di assunzione. 
Attenzione anche alla presenza di calcio, per chi ha problemi di calcoli renali
Valori nutrizionali

Una rapa rossa è costituita all’incirca per il 91 per cento da acqua, e contiene 20 kcal e 84 kj per etto, il che ne fa un prodotto consigliabile per chi sta affrontando unadieta ipocalorica. Per cento grammi di prodotto, non ci sono grassi, il 2,60 per cento sono fibre e 4 sono carboidrati, mentre poco più di un grammo consiste in proteine vegetali; i minerali più presenti sono, nell’ordine, calcio, sodio, potassio, ferro; ci sono anche fosforo e magnesio.
La vitamina più presente è l’acido folico; la rapa rossa contiene una buona quantità di vitamina C, vitamine B1, B2, B3, B6, A ed E. 
Sono presenti anche antociani, allantoine e flavonoidi. 

domenica 20 aprile 2014

Buona Pasqua 2014

Quest'anno gli auguri arrivano dalla Sicilia e oltre che da me e Ciattu da una pecora di marzapane.
Buona Pasqua! 

lunedì 31 marzo 2014

Al Confessionale


Sono stata "al Confessionale" con la mia famiglia, (è fondamentale prenotare perchè il locale è sempre pieno), siamo stati accolti con grande cortesia e da subito sanno farti sentire "di casa", abbiamo scelto di mangiare pesce, e devo dire che la qualità, la freschezza e la capacità di esaltare e non caricare troppo di codimenti a discapito del sapore del pesce fanno si che dall'antipasto al secondo piatto ti gusti tutte le portate come belle sorprese, i dolci (tutti fatti in casa e devo dire ottimi) e la frutta fresca concludono egregiamente il pasto. E' sempre un piacere imbattersi in persone che fanno il loro lavoro con talento e maestria. Il proprietario attento e cordiale, il servizio ottimo, la cucina lodevole e il pesce freschissimo.
Il rapporto qualità prezzo ottimo.
Il locale ha uno splendido forno a legna e serve anche menu di carne o pizza.
Non vedo l'ora di farci un salto per assaggiare nuovi piatti.


Al Confessionale 
Via Antonio Lotti, 163
00124 Roma - Italia